

Str. Montanara, 318 43124 Gaione - Parma
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Non solo perché cambiano i prodotti che arrivano sul banco, ma perché cambia il modo in cui ci viene voglia di cucinarli.
Durante l'anno il menu segue il ritmo delle stagioni, lasciando spazio a ingredienti, idee e preparazioni diverse. La tradizione parmigiana rimane il nostro punto di partenza, ma intorno a quella tradizione c'è una cucina che continua a cercare, provare e cambiare.
Per questo, quando cambia la stagione, cambia anche qualcosa sulla nostra tavola.
L'estate entra in cucina prima ancora di arrivare in tavola.
Porta con sé pomodori maturi, zucchine, melanzane, basilico, lattuga, taccole, friggitelli. Porta la dolcezza delle prugne, la freschezza dell'anguria e ingredienti che in questo periodo chiedono di essere trattati in modo diverso.
E allora si ricomincia a pensare al menu.
Cosa tenere.
Cosa cambiare.
Cosa provare.
Perché seguire la stagione, per noi, non significa semplicemente sostituire un ingrediente con un altro. Significa lasciarsi guidare da quello che c'è e trovare il modo giusto per farlo diventare un piatto.


È da qui che nascono le proposte estive.
La pappardella ripiena di zucchine incontra il tartufo nero estivo e la cipolla rossa in agrodolce.
Il riso cambia completamente volto con crema di prugne, caprino e profumo di ruta.
I passatelli, uno dei simboli della nostra cucina parmigiana, escono dalla loro versione più conosciuta e diventano asciutti, con salsa di lattuga, vongole, gamberi e mandorle.
E poi ci sono il polpo con taccole verdi e anguria arrostita, il galletto con friggitelli e vinaigrette piccante e altri piatti che prendono dalla stagione quello che ha da offrire e lo portano in una direzione nuova.
Non tutto nasce al primo tentativo.
In cucina si assaggia, si cambia, si ricomincia. A volte basta un ingrediente in più, altre volte bisogna togliere qualcosa.
Finché il piatto non trova il suo equilibrio.


In mezzo a tutto questo cambiamento, ci sono sapori che non hanno bisogno di seguire le stagioni.
I tortelli d'erbetta, i passatelli, la punta di vitello, il Savarin di riso.
Piatti che parlano di Parma e che continuano a trovare il loro posto sulla nostra tavola perché fanno parte di quello che siamo.
La ricerca non serve a dimenticare la tradizione.
Serve, semmai, a continuare a farla vivere.
E così, mentre il menu cambia, qualcosa rimane sempre uguale: il piacere di cucinare, di portare un piatto in tavola e di vedere qualcuno dall'altra parte che lo sta aspettando.
La stagione cambia. Le idee cambiano. La nostra cucina continua a raccontare chi siamo.




















